sabato, 11 ottobre 2008

http://milano.repubblica.it/dettaglio/Cattolica-nel-chiostro-spuntano-croci-celtiche-e-slogan-fascisti/1525576

Manifesti shock alla Cattolica
croci celtiche e slogan fascisti
......e c'è l'autorizzazione della presidenza dell'ateneo...



Cattolica, nel chiostro spuntano
croci celtiche e slogan fascisti

Dieci manifesti che inneggiano al fascismo scatenano la polemica all’università Cattolica. Immagini di croci celtiche, manifestazioni di estrema destra e soldati in trincea durante la Seconda guerra mondiale sono esposte nel chiostro bramantesco in cui si radunano gli studenti durante il cambio delle lezioni. Sono firmati dal Cuib, il Comitato universitario iniziative di base, un gruppo vicino a Forza Nuova, e riportano il timbro di autorizzazione dell’ateneo.

«È un fatto grave — attaccano i ragazzi della lista di sinistra — scriveremo alla direzione di sede per chiedere spiegazioni». Le foto, che il 7 ottobre sono state vagliate e approvate dalla direzione dell’ateneo, sono esplicite. Un manifesto riporta la scritta “La scelta di una vita” sopra la fotografia di una manifestazione con bandiere nere con il simbolo delle croci celtiche. Un altro — che qualcuno ha poi tolto nonostante avesse il timbro dell’ateneo — ritrae soldati in divisa fascista sotto lo slogan “Arrendersi? Mai. 8 settembre 1943”, un chiaro riferimento al proclama Badoglio e all’armistizio con gli americani. E ancora frasi come “Militanza, comunità e goliardia”, “Risonanze nere senza ipocrisie”, “Un nuovo anno in trincea” e “Matricola: la destra radicale ti saluta”.

«La Cattolica ha dato il suo ok, non vedo quale sia il problema — spiega Angelo Balletta, uno dei responsabili del Cuib — Non c’è alcun riferimento al fascismo e le croci celtiche non sono vietate, tranne che allo stadio. Questi manifesti esprimono le nostre idee in maniera del tutto tranquilla, non vogliamo offendere nessuno». Non la pensano allo stesso modo gli studenti di Unità lotta e democrazia, con il responsabile Gabriele Pieroni che attacca: «Questa è apologia di fascismo. E la cosa grave è che la Cattolica permetta l’affissione di queste immagini. Dopo anni di tensioni fra i gruppi studenteschi siamo arrivati a un accordo per cui nessuna lista può strappare i cartelloni degli altri. La decisione spetta all’ateneo che però si sta dimostrando molto tollerante verso qualcuno, meno verso altri». In particolare con loro, dice, ricordando quando l’università chiese di togliere la fotografia del Papa con un preservativo.

Dalla Cattolica non arriva alcuna spiegazione, solo una specificazione: il contenuto dei volantini appesi sui muri — controllati e fotografati uno a uno — non esprime la posizioni dell’� ateneo ma quelle degli studenti, che hanno la piena libertà di affissione purché il contenuto dei manifesti non sia “offensivo o penalmente rilevante”. Ma in questo caso il confine con il penalmente rilevante è davvero labile. Anzi, per la sinistra è stato abbondantemente superato. Un anno fa, quando il Cuib si è costituito — all’indomani della protesta contro Romano Prodi quando si erano visti saluti romani nel chiostro — l’Uld aveva scritto una lettera alla direzione per segnalare «la formazione di un gruppo di estrema destra all’interno dell’università — continua Pieroni — All’� inizio i loro manifesti erano solo allusivi, ora sono diventati espliciti».

E TRA I COMMENTI:

Non mi stupisco più di tanto. La Chiesa è sempre stata di destra. Basta guardare al diverso atteggiamento nei confronti di Pinochet e la chiusura nei confronti del Cardinal Romero, martire ucciso dalla destra e considerato comunista solo perchè più vicino ai poveri. In un elenco stilato di personaggi cattolici distintesi nel secolo passato, stranamente non appariva il nome del cardinal Romero. Pensare che non dovrebbe trattarsi di destra o sinistra, ma di personaggi, uno criminale e l'altro martire...


postato da: esculapio27 alle ore 13:32 | Permalink | commenti (194)
categoria:università, strumentazione, controllo mentale, essenza cattolica
lunedì, 06 ottobre 2008
Ultima uscita allucinante del tedesco,,,

leggere per credere,,,

 il sito
http://www.repubblica.it/ oggi 6 ottobre in apertura titolava cosi':

Borse mondiali a picco, Mibtel -8%

e poco sotto si leggeva,,,

I mercati non credono al piano tedesco. Per la borsa Usa partenza in forte ribasso: DJ sotto i 10mila punti per la prima volta dal 2004 . Europa divisa sul fondo di garanzia. No della Merkel. Londra irritata. Petrolio sotto i 90 dollari al barile. Profumo (Unicredit): "Errori anche nostri, ma siamo solidi". Il Papa: "Soldi sono niente, è solida sola la parola di Dio"/

apro il link riferito al' ultimo discorso da menestrello malato del tedesco, perchè la cosa mi incuriosisce molto...

http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/crisi-mutui-8/papa-soldi/papa-soldi.html

Anche Benedetto XVi interviene sulla crisi che si è abbattuta sui mercati
ammonendo chi costruisce tutto "sul successo e sulla carriera"

Mutui, Papa: "I soldi scompaiono solo la parola di Dio è solida"

Lo stravolgimento dei mercati per il Pontefice è l'ennesima riprova
della vacuità della scelta di chi decide di puntare tutto sui valori "visibili"

CITTA' DEL VATICANO - Anche il Papa è intervenuto sulla crisi mutui, ricordando che "i soldi scompaiono" e che "solo la parola di Dio è una realtà  solida". ( Con questa frase, molto autoritaria, con quel "solo" in apertura, si capisce l'essenza della chiesa, la verità è quella punto, accettala, non pensarci non ragionare, non porti domande, rimani con le stesse convinzioni fino alla morte. A quest'ora un pensiero del genere avrebbe portato a curare tutti i malanni con i "salassi" come nell'700/800. Ma la storia non ci insegna che sono necessarie l' evoluzioni? Senza evoluzione l'uomo sarebbe estinto da un pezzo). "Vediamo adesso nel crollo delle grandi banche che i soldi scompaiono, sono niente, - ha detto Benedetto XVI, parlando a braccio, in apertura dei lavori del sinodo dei vescovi sulla Bibbia - e tutte queste cose che sembrano vere in realtà sono di secondo ordine". Una considerazione, ha aggiunto il Papa, rivolta soprattutto a chi "costruisce solo sulle cose sono visibili, come il successo, la carriera, i soldi". (andiamo a guardare TUTTI I BENI TERRENI, PER CUI VISIBILI, CHE POSSIEDE IL VATICANO??)

La riflessione Benedetto XVI è partita dal brano evangelico sulla casa costruita "sulla sabbia o sulla roccia". "Costruisce sulla sabbia la casa della propria vita - ha osservato il Papa - chi costruisce solo sulle cose visibili e toccabili, come il successo, la carriera, i soldi".
(ma la bellissima casa che devo costruire sulla"spiaggia" con che cazzo la pago? con i pezzetti di bibbia??)

"Apparentemente - ha commentato - queste sono le vere realtà, ma questa realtà prima o poi passa: vediamo adesso nel crollo delle grandi banche, che scompaiono questi soldi, che non sono niente". "Solo la parola di Dio è fondamento della realtà e cambia il nostro concetto di realismo: realista è chi riconosce la realtà nella parola di Dio".


IL DISCORSO DEL TEDESCO E' FRUTTO DI UNA MENTE MALATA, OPPURE QUELLO DI UNA MENTE GENIALE, CHE DA BRAVO OPPORTUNISTA COGLIE L'OCCASIONE DI SBANDAMENTO ED INSICUREZZA DELLE PERSONE IN QUESTO PRECISO MOMENTO STORICO. IL FINE E' QUELLO DI  RIPRENDERE POSSESSO DELLE PERSONE, QUEL CONTROLLO SMARRITO ORMAI DA MOLTO TEMPO,,,, LAVAGGIO DEL CERVELLO,,,, PIENA DEVOZIONE AD UN SIMBOLO DI CUI NON SI HA ALCUNA PROVA DELL'ESISTENZA,,, L'UNICA PROVA E' UN LIBRO DI CUI POSSIAMO IMMAGINARE CHE SIA STATO RIMANEGGIATO PARECCHIE VOLTE, CHE POTREBBE RIPORTARE DEGLI ERRORI DI TRADUZIONE,,,
MA DIO è UN LIBRO NERO, VENDUTO IN TUTTO IL MONDO , GRANDE FONTE DI GUADAGNO PER IL VATICANO?


E PER ULTIMA COSA IL MUTUO LO PAGO CON LE PAROLE DI DIO O CON I SOLDI CHE PRENDO ANDANDO A SUDARE???

A VOI LA PAROLA...
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categoria:economia, papa, strumentazione, controllo mentale
domenica, 21 settembre 2008
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/inbreve/visualizza_new.html_764155603.html

ULTIMO GIORNO PER RANA CROCIFISSA A MUSEION BOLZANO

BOLZANO - Ultimo giorno al Museion di Bolzano per la rana crocifissa di Martin Kippenberger che è stata al centro di dure polemiche. Chiude infatti, dopo i primi quattro mesi di vita di Museion, la mostra in cui l'opera era inserita.

Considerata offensiva dei sentimenti religiosi, contro l'opera ci sono stati scioperi della fame, interventi della diocesi e critiche dal Vaticano, attacchi politici e pure il ritiro della candidatura alle prossime provinciali del 26 ottobre di Franz Pahl (Svp).

Porco dio, se la gente pensasse ai problemi veri, passerebbe indifferente (SE RECASSE FASTIDIO SUL SERIO) davanti a questa opera d'arte..come al solito la religione OLTRE  A FERMARE LA SCIENZA, blocca anche l'arte...
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categoria:arte, curiosità
domenica, 14 settembre 2008
http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_3309326.html?ref=hpsbdx2

PAPA: GLI CADE UN'OSTIA MENTRE COMUNICA I CARDINALI..

Piccolo incidente mentre Benedetto XVI distribuiva la comunione ai cardinali nella grande messa celebrata oggi nel Santuario di Lourdes per i 150 anni delle Apparizioni Mariane: un anziano porporato si e' scostato all'improvviso e l'ostia e' caduta per terra. Uno dei cerimonieri, mons. Franco Camaldo, la ha raccolta immediatamente e perche' non andasse sprecata si e' comunicato egli stesso con quella (morto di fame, porco iddio). I soli cardinali ricevevano oggi la comunione dal Papa restando in piedi, in fila dietro all'altare. Dopo i cardinali, e' stata la volta dei fedeli che si sono messi invece in fila davanti all'altare per poi inginocchiarsi uno alla volta e ricevere l'ostia in bocca dalle mani del Pontefice.

ma porca madonna, ma com'è possibile che una stronzata del genere possa fare notizia? ma che ridicoli sono i giornali italiani???
postato da: esculapio27 alle ore 11:35 | Permalink | commenti (32)
categoria:esteri, informazione, notizie inutili
martedì, 12 agosto 2008
Nuova storia agghiacciante che ha come solonna sonora la "religione":

http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/esteri/usa-uccide-amen/usa-uccide-amen/usa-uccide-amen.html

Usa, lascia morire di fame il figlio: "Non diceva amen dopo cena"


Il piccolo Javon di Baltimora è morto di fame e di sete a soli 21 mesi
La madre, accusata dell'omicidio, fa parte della setta One Mind Ministries


BALTIMORA - La setta diceva che quel bambino era un demone, e sua madre non ha esitato a ucciderlo. E' la storia di Jarvon Thompson, di soli 21 mesi, lasciato morire di fame e di sete da Ria Ramkisson, chiamata "principessa Maria" dagli altri adepti.

A scoprire l'efferato omicidio nel maggio del 2007, è stata la polizia di Philadelphia, dove la setta inizialmente stabilita a Baltimora aveva spostato la sua sede. I dettagli sul perché del gesto sono emersi soltanto negli ultimi giorni dai documenti della corte.

Secondo le autorità, l'omicidio del piccolo Jarvon risalirebbe al 2006, ed il suo corpo sarebbe stato occultato per oltre un anno, rinchiuso all'interno di una valigia verde.

La madre Ria, accusata di omicidio di primo grado, è entrata nel gruppo religioso ad aprile del 2006, pochi mesi dopo la nascita di Jarvon. Convinta dagli altri adepti della natura demoniaca del figlio, reo di non rispettare alcune regole della setta (come quella di ringraziare il Signore dopo ogni pasto), non avrebbe esitato a lasciarlo morire di fame e di sete. La morte del bambino sarebbe addirittura avvenuta tra le braccia della donna ed alla presenza degli altri membri, nessuno dei quali si è interessato a tentare una rianimazione.

Oltre a Ria, sono accusati dell'omicidio anche altri tre membri della setta, tra cui la "regina Antonietta", capo spirituale del gruppo.

Tenta di difendere Ria la madre Seeta Khadan-Newton, che parla di lavaggio del cervello in una intervista rilasciata al Baltimora Sun: "Mia figlia era una vittima, proprio come mio nipote. Qualcuno ha preso la decisione di uccidere il bambino e lei ha eseguito le istruzioni".


COSA NE PENSATE??: A VOI BLASFEMUCCI,,,,,
postato da: esculapio27 alle ore 20:24 | Permalink | commenti (144)
categoria:morte, ignoranza, essere idioti
giovedì, 26 giugno 2008
I SOLDI DELL'8XMILLE???... SVEGLIAAAAAAAA GENTEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!

http://www.repubblica.it/2006/a/rubriche/piccolaitalia/preti-ladroni/preti-ladroni.html


SALERNO
- E' domenica e l'arcivescovo di Salerno ha scelto una chiesa di campagna per dire messa. La chiesa di San Luigi, nel comune di Mercato San Severino, venti chilometri a nord del capoluogo. Monsignor Gerardo Pierro ha il volto del curato di campagna. Piega le mani, poi le unisce e le indirizza a Cristo: "Beati i perseguitati dalla giustizia. E' loro il Regno dei cieli". Non invoca la preghiera dei fedeli per il corpo di Berlusconi ma per il proprio, trafitto oramai da una sequela piuttosto terrificante di accuse che fanno di questa diocesi, periferia di Roma, terreno di uno scontro che varca e di molto i confini dello spirito. Nel rosario dei reati supposti e temuti, denunciati o solo ventilati, non manca nulla: truffa, aggravata e non, pratiche ai confini dell'usura, investimenti finanziari ai limiti della legge, lottizzazioni più o meno abusive, pratiche religiose tra lo scabroso e il noir. I soldi, puliti o anche sporcati da menti criminose, stanno facendo affondare tutta la Diocesi nella vergogna di essere raccontata più dai fascicoli processuali che dalle sue opere di bene.

Sono oramai cinque anni che le gerarchie vaticane sono raggiunte da esposti firmati da preti e diretti contro altri preti salernitani. Da cinque anni, a singhiozzo, la Procura della Repubblica è chiamata a indagare, i finanzieri a perquisire, i tecnici della Banca d'Italia a valutare. Non c'è pace per questa chiesa, non c'è tregua per questo vescovo. La polizia criminale identifica e convoca chiunque abbia una tonaca. Sono più di trenta i sacerdoti che hanno dovuto rispondere a verbale. In trenta, cifra monstre, hanno varcato il portone del tribunale per difendersi o accusare, spiegare o solo ricordare. Per il vescovo una via crucisi infinita. Viene dunque alla mente, e assume un significato più denso, un altro passaggio della sua omelia domenicale: "Mi sento molto più sicuro quando i carabinieri sono con me".

L'ultimo esplosivo dossier spedito in Vaticano (e per conoscenza al Procuratore della Repubblica) porta la data dell'8 febbraio scorso ed è sottoscritto dal presidente dell'Istituto per il sostentamento del clero, don Matteo Notari. L'istituto gestisce le finanze della Chiesa e nelle sue casse entrano i soldi dell'otto per mille. In diciassette cartelle inviate al segretario di Stato, ai prefetti della Congregazione dei vescovi e del clero, e al Nunzio apostolico, enumera le anomalie di affari economici gestiti dalla diocesi di Salerno. Don Notari, poi non più proposto per la carica, denuncia il Vescovo, lo accusa di colpevoli omissioni: una colonia per ragazzi poveri ristrutturata con i fondi regionali e con l'otto per mille (esatto quello delle pubblicità con i ragazzini poveri che vanno a scuola porco dio!). La colonia viene però ceduta a una associazione privata a titolo gratuito. E qui il primo miracolo si compie: da colonia per poveri ad albergo per ricchi. La sala mensa trasformata in sala relax, al posto del biliardino la sauna, camere vista mare, e campi da tennis e tutto quel che serve per la trasformazione. Anche un nome nuovo: l'Angellara Home (vi metto anche il sito per la vostra gioia http://www.villaggiosangiuseppe.org/) . Leggiamo dal sito web: "La deliziosa location ne fa la meta ideale per chi desideri coniugare una vacanza di sapore culturale al piacere di un soggiorno balneare". La location è però venuta deliziosa grazie ai fondi regionali, un finanziamento pubblico di tre milioni di euro consegnato da Bassolino che in pompa magna è andato persino a inaugurare il primo lotto dei lavori per il completamento del villaggio dei poveri. Un qui pro quo!

E un altro formidabile fraintendimento stava per accadere quando l'arcivescovo chiese all'istituto per il sostentamente del clero di deviare 500mila euro verso la spiaggia. "Cinquecentomila euro? E per fare cosa?", rispose il sacerdote che gestiva la cassa. Per realizzare una "spiaggia attrezzata per i presbiteri". Panche, sdraio, capanni, un campo da tennis. Il corpo affaticato dei presbiteri, prima che il loro spirito, si sarebbe dovuto ristorare in riva al mare. La tonaca a posto ma i piedi nell'acqua, magari anche con una bibita ghiacciata tra le mani.

I soldi non sono stati scuciti, ma l'idea è valsa un'altra denuncia. E ancora altri esposti, veramente una massa critica notevole, hanno raggiunto e oramai occupato anche gli anfratti delle stanze del Vaticano. Il cardinale Re è sepolto da questa teoria di accuse o solo sospetti, e tutti in qualche modo si dirigono contro il vescovo e le omissioni di cui si sarebbe reso responsabile.

Strano vescovo in verità monsignor Pierro. L'unico pastore a mettersi in coda nello scorso ottobre davanti al seggio dove si svolgevano le primarie del Pd: "Embè?". Impossibile a credersi, ma sui giornali locali resta impressa un'altra memorabile prova che ha concesso alla città: in ginocchio, alla destra del cardinale Martino che esibisce sull'altare della cattedrale di Salerno l'omaggio appena ricevuto dal suo riverito confratello: un rolex d'oro. Il rolex (corpo di Cristo?) è mostrato agli allibiti fedeli.

Con Pierro al comando tutto è possibile. E infatti tutto è già successo. Un processo, (siamo agli inizi del 2000) per appropriazione indebita. Indagine poi archiviata, ma densa di altri veleni: l'oggetto dell'inchiesta era una raccolta privata di danaro a fini speculativi. Investimenti in borsa, acquisto di valuta estera. Promotore il rappresentante dell'epoca dell'istituto per il sostentamento del clero, don Generoso Santoro. Lo stesso che in questi giorni è tornato davanti ai giudici per altri soldi, centinaia di migliaia di euro, racimolati da singoli investitori e poi un po' (forse) svaniti. Il vescovo dice di non sapere, l'avvocato del prete dichiara che il suo cliente si sente "minacciato" dal vescovo. Il Pm aggiunge carte alle carte.
Minacce, lettere, anonime e non, telefonate minatorie e anche molto di più.

Una Chiesa costellata da scandali: ora la religiosa peruviana che partorisce, ora il parroco del comune di Acerno che non trova più nei registri immobiliari il centro sportivo parrocchiale: venduto, donato, boh! Ora la comunità di accoglienza per ragazze madri messa in vendita, al miglior offerente, per sei milioni di euro. E una lottizzazione plurimilionaria in Baronissi, e i rapporti di fratellanza e di affari con i massoni della città. Non c'è più inchiostro per descrivere tutte le croci che deve portare sulle spalle questo monsignore, curato di campagna, chiamato oltre ogni ragionevole prudenza a guidare un gregge composto da lupi.

PENSO CHE SIA DOVEROSO BESTEMMIARE PIU' CHE MAI CONTRO QUESTE MERDE, E FAR RENDERE CONTO A QUEI COGLIONI, O INGENUI, CHE VERSANDO L'8XMILLE,  ARRICCHISCONO QUESTI FIGLI DI PUTTANA ALLA FACCIA DI QUEI BABBEI CHE LAVORANO ONESTAMENTE E SI FANNO IL CULO!

ANDATE SUL SITO: http://www.villaggiosangiuseppe.org E GUARDATE LE FOTO!!! SEMBRANO USCITE DA "SCAREFACE"


postato da: esculapio27 alle ore 09:52 | Permalink | commenti (315)
categoria:truffa cattolica mafia marciume
lunedì, 26 maggio 2008
http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/spettacoli_e_cultura/libro-chiesa/libro-chiesa/libro-chiesa.html

Costi, omertà e pedofilia...L'altro lato della tonaca

Dalla mafia devota, ai rapporti con i terroristi, ai costi del Vaticano
Quattro libri passano al setaccio gli aspetti più controversi della Chiesa

Si parla di Chiesa. Quella che passò attraverso gli anni di piombo. Quella del sequestro Moro e della dissociazione. La Chiesa e Cosa Nostra, la mafia devota e la religione "capovolta". Ed ancora Chiesa e pedofilia, una delle pagine più nere della storia. E i conti in tasca al Vaticano per capire quanto ci costa la Santa Sede.

I costi della Chiesa. Da una serie di articoli a firma di Curzio Maltese su Repubblica, nasce La Questua. Quanto costa la Chiesa agli italiani (Feltrinelli, 14 euro). Qualche cifra per capire. Un miliardo di euro dai versamenti dell'otto per mille. 650 milioni per gli stipendi degli insegnanti di religione. 700 milioni per le convenzioni su scuola e sanità. 250 milioni per il finanziamento dei Grandi Eventi. Mittente lo Stato italiano, destinatario la Chiesa cattolica. Senza contare vantaggi fiscali come il mancato incasso dell'lci. il totale si aggira sui 4 miliardi di euro. Una somma che solo per un quinto viene destinata a interventi di carità e di assistenza sociale.

La mafia devota. Sembrano mondi lontanissimi. Eppure tra mafia e religione, c'è un legame tutt'altro che tenue. Basta leggere La mafia devota di Alessandra Dino (Editori Laterza, 295 pagine, 16 euro) per rendersene conto. Per capire quante volte la mafia ha utilizzato e ancora utilizza simboli cattolici per legittimarsi e autoassolversi. Quasi che esistesse un Dio "privato" con cui negoziare "la salvezza della propria anima. Una sorta di religione "capovolta", insomma. A cui, troppo spesso, la Chiesa risponde con sottovalutazione o limitando il problema ad un concetto di religiosità intimistico nel quale il mafioso è visto solo come "pecorella smarrita". Perché c'è il Dio di padre Puglisi ucciso dalla mafia nel '93, ma anche la Chiesa che modifica il tragitto della processione di sant'Agata a Catania per arrivare sotto il balcone del mafioso uscito di prigione e rendergli omaggio. Un'ibridazione, come la chiama la Dino che, dopo aver parlato con molti sacerdoti siciliani. Ci sono parroci che "auspicano un intervento della Chiesa "in sinergia con lo Stato", quelli che riducono il problema ad un concetto di religiosità intimistico e quelli, e sono la maggioranza degli intervistati, che non vedono la presenza mafiosa sul territorio come una minaccia diretta per la Chiesa. Alcuni segnali vanno, fortunatamente, in controtendenza. Ma una pronuncia chiara e diretta delle alte sfere ecclesiastiche, ancora stenta ad arrivare.

Chiesa e terrorismo. Per quelli che scelsero la lotta armata Camillo Torres, il prete guerrigliero, fu un punto di riferimento. Così come molti terroristi si formarono in ambienti cattolici, quelli più sensibili ai temi della giustizia sociale. Una "vicinanza" che trovò conferme durante i sequestri Sossi e Moro e nella scelta di Prima Linea che consegnò le armi alla Curia di Milano. Per chiudere con gli ex terroristi impegnati nel volontariato cattolico. Si chiama Parole, opere e confessioni. La Chiesa nell'Italia degli anni di piombo il libro di Anna Valle (Rizzoli, 262 pagine, 17 euro), un viaggio-inchiesta sul ruolo della Chiesa in una delle pagine più cupe della storia contemporanea. Dagli inizi, quando alcuni ragazzi "cresciuti negli oratori" decisero che l'unica strada possibile per cambiare le cose era la lotta armata. "Mi sono chiesto tante volte i messaggi che abbiamo dato - dice Don Ciotti nel libro - se e come aiutavamo la gente a saldare la terra con il cielo". Poi c'è la vicenda Moro. La Chiesa che fa, o vorrebbe fare di tutto per salvare lo statista e quella che ferma ogni nuovo tentativo. Poi arriva il tempo della sconfitta del terrorismo. Il carcere, la dissociazione, il reinserimento nella società. E ancora una volta il ruolo importante della Chiesa. Quasi a chiudere un cerchio iniziato anni prima in tranquilli oratori di provincia.

Chiesa e Pedofila. Il più orrendo dei crimini. L'ombra peggiore sulla Chiesa. I silenzi, il dolore, le reticenze. Le parole delle vittime. Due dati, tra gli altri, che si possono leggere in Viaggio nel silenzio di Vania Lucia Gaito (Edizioni Chiarelettere, 273 pagine, 13 euro): in Italia i casi noti di pedofilia clericale sono una cinquantina ma le segnalazioni molte di più. L'elenco dei sacerdoti condannati per pedofilia è disponibile. Nel libro vengono ricostruiti episodi e si fanno nomi e cognomi. Ma quel che si vuol capire è il perché. Partendo dall'educazione nei seminari. Ne viene fuori un quadro allarmante: la mancanza di uno sviluppo psico-sessuale normale può spiegare la tendenza alla pedofilia. Le diocesi americane, dopo lo scandalo che le ha investite, hanno chiuso i seminari minori. In Italia continuano a essercene più di 100. E la testimonianza dell'ex sacerdote Alessandro Pasquinelli (che patteggia e sconta ingiustamente una condanna per pedofilia) accende i riflettori sul problema: "Ho l'impressione che nei seminari ci fosse una percentuale di omosessuali molto alta. È capitato anche a me di ricevere proposte".

A VOI:
postato da: esculapio27 alle ore 14:47 | Permalink | commenti (222)
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lunedì, 26 maggio 2008
CARI BLASFEMI VI LASCIO CON QUESTO MERAVIGLIOSO E ACCATTIVANTE SPOT DI GIOCATTOLI MOLTO BLASFEMO,,,
BUONA VISIONE :-))))

http://www.youtube.com/watch?v=haitxwIYj3Y
postato da: esculapio27 alle ore 01:04 | Permalink | commenti (20)
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venerdì, 11 aprile 2008

Confessione choc di una suora "Io, trattata come una schiava"


http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/suora-schiava/suora-schiava/suora-schiava.html

Roma, religiosa di origini filippine scappa dal convento
La madre superiora sotto accusa nega e parla di una vendetta


ROMA - Scappa dal convento e si rifugia in un centro contro la violenza alle donne. È la storia di una suora trattata come schiava. Vittima di ricatti psicologici, si sottopone a visita ginecologica per far certificare la sua verginità. Angherie e vessazioni: cure mediche negate, mortificazioni e punizioni come "il bacio al pavimento". Le accuse sono finite ora al centro di un'inchiesta della procura di Roma che ha iscritto la madre superiora nel registro degli indagati contestandole il reato di maltrattamenti.

Il racconto choc della suora è stato confermato da due consorelle sentite ieri a palazzo di giustizia a Roma. L'inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Nicola Maiorano che ha affidato le indagini alla polizia giudiziaria diretta dal vicequestore Orlando Parrella.

Scenario dei presunti maltrattamenti è un convento, vicino all'ospedale Gemelli, della Congregazione dello Spirito Santo, che funziona da "albergo a una stella". Vittima, suor Maria (chiamiamola così), nata 48 anni fa nelle Filippine e sbarcata a Roma nel giugno del '97. Un anno fa, l'otto marzo giorno dedicato alle donne, la religiosa lo ricorda così: "Sono stata costretta ad allontanarmi dal convento perché gravemente ammalata e vittima di maltrattamenti da parte delle mie superiore". "Ora", continua, "ho trovato rifugio in un centro antiviolenza". Le sue sofferenze sono condensate in una denuncia presentata dall'avvocato Teresa Manente, dell'ufficio legale di "Differenza donna".

Al centro antiviolenza era stata accompagnata da due connazionali dell'associazione "Donne filippine". Una ventina di giorni dopo, "colpita da una grave emorragia", era stata costretta a lasciare il centro alla volta dell'ospedale San Camillo per essere operata. "Nonostante fossi gravemente malata da tempo", racconta, "la madre superiora mi privava di qualsiasi cura e assistenza medica, delle medicine e mi ordinava di continuare a lavorare". Già, i lavori: "Quando sono arrivata a Roma con altre consorelle", ricorda suor Maria, "mi era stato detto che avrei dovuto imparare l'italiano e dedicarmi all'apostolato con periodi di formazione e meditazione". "Ma - continua - ho sempre e solo lavorato nel convento che, in realtà, è una pensione a una stella, "Albergo suore dello Spirito Santo", con oltre 50 stanze". All'inizio, "da sola, dovevo preparare ogni giorno colazione, pranzo e cena per almeno 15 persone: al lavoro alle 6 per far mangiare le consorelle; alle 6.30 preghiera e messa e alle 8.30 servivo le colazioni in refettorio. Poi di nuovo ai fornelli per il pranzo delle 12.30. Quindi rassettavo la cucina per tornarvi alle 17 a preparare la cena". "Tre giorni a settimana, tra le 15 e le 17, pulizie in chiesa".
Cinque mesi e, "nel dicembre 1997, mi comparvero spaccature della pelle sulle mani: "Dermatite grave", diagnosticò il dermatologo", invitandola a tenere al riparo le mani. Ma la superiora minimizza e prescrive un'altra terapia: "Crema e guanti di gomma". "Le ferite facevano molto male ma non avevo il coraggio di chiedere di cambiare mansioni per paura che la superiora si arrabbiasse e mi accusasse di non aver voglia di lavorare". Ma le piaghe si infettano. Arriva la febbre. "Allora mi accompagnò in ospedale: il dermatologo avvertì che l'infezione metteva a rischio le dita". A suor Maria viene assegnato un altro lavoro: "Lavare e stirare biancheria di consorelle e ospiti". Tra le mura della Congregazione, suor Maria viene "sottoposta a continue aggressioni e umiliazioni". "Mi venivano consegnati 20 euro al mese", racconta, "e di ogni acquisto dovevo mostrare alla superiora gli scontrini". Quest'ultima, alcune settimane fa, è stata interrogata. Assistita dall'avvocato Stefano Merlini ha negato gli addebiti dicendo di essere vittima di una vendetta e di accuse inventate dalle tre suore.

I conventi sarebbero da abolire, luoghi dove la legge non puo' entrare, e si fanno sevizie di ogni tipo:
postato da: esculapio27 alle ore 08:11 | Permalink | commenti (350)
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martedì, 08 aprile 2008
MA E' POSSIBILE CHE QUANDO MUORE UNA PERSONA , LA CHIESA E I CATTOLICI SI DEBBANO CONTENDERE I PEZZI ANATOMICI DI QUESTA PERSONA?? ASSURDO, OPPURE FURBIZIA, PERCHE' METTERLO DENTRO AD UNA CHIESA E POI FARE I BIGLIETTI PER VEDERE QUESTO REPERTO ANATOMICO POTREBBE FAR FRUTTARE SOLDI:

http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/esteri/wojtyla-cuore/wojtyla-cuore/wojtyla-cuore.html

CITTA' DEL VATICANO - I polacchi vogliono in patria il cuore di Wojtyla. Sognano di seppellirlo nel castello dei re a Cracovia. A tre anni dalla morte papa Karol in Polonia è più presente che mai. Per i polacchi è un'icona. È tutto. Pontefice, re, liberatore, simbolo religioso e culmine della storia della nazione. E allora il cuore deve riposare in terra polacca.
Quel cuore pulsante, che ha sorretto Wojtyla fino all'ultimo, quel cuore che per la Polonia rappresenta anche la forza di risorgere dalla cappa della Cortina di ferro.

Il segnale - in vista della beatificazione che in Polonia è attesa entro l'anno - è stato lanciato da vescovo Tadeusz Pieronek. Un personaggio importante. E' stato segretario della Conferenza episcopale polacca, quindi buon conoscitore dell'atmosfera della Curia romana, e soprattutto è stato presidente del tribunale diocesano di Cracovia, che l'anno scorso ha concluso la prima tappa del processo di beatificazione.

Con garbo curiale monsignor Pieronek ha affermato che "non è escluso" che dopo la cerimonia di beatificazione il cuore di Giovanni Paolo II venga inumato, quale reliquia, nella città dove è stato arcivescovo e cardinale: Cracovia. La dichiarazione di Pieronek è stata rilanciata dal sito dell'influente settimanale Wprost.

Gli ha fatto eco dalle collonne dell'agenzia dell'episcopato polacco Kai, il portavoce del cardinale Dziwisz a Cracovia. "Dopo l'elevazione all'onore degli altari del servo di Dio Giovanni Paolo II - ha detto il portavoce don Robert Necek - Cracovia sicuramente riceverà reliquie di Giovanni Paolo II". Per doveroso rispetto nei confronti di papa Ratzinger, cui spetta la decisione, Necek ha ricordato che le reliquie possono essere diverse, non necessariamente parti del corpo di un santo. Al limite, anche un oggetto appartenuto alla persona venerata.

Ma è chiaro che i polacchi non intendono accontentarsi di un souvenir. Lo stesso portavoce della diocesi di Cracovia, dopo essersi cautelato, ha ammesso: "E' logico che Cracovia, da cui è partito Giovanni Paolo II, riceva sue reliquie e forse sarà perfino una reliquia relativa a qualche frammento del corpo".

Roma deciderà. Ma la Polonia ha una tradizione tutta sua di "smembramento" dei suoi eroi nazionali. Qualcosa che ricorda gli antichi sacrifici pre-cristiani, quando il celebrante tagliava la vittima sacra in pezzi e ne porgeva un parte a ciascuno dei partecipanti al rito. Smembrato per amore della nazione è stato il grande musicista romantico Federico Chopin, che nell'Ottocento ha trasfigurato in musica le disperate rivolte dei Polacchi per la conquista della libertà. Il suo cuore - Wojtyla lo sapeva bene - è sepolto nella chiesa della Santa Croce a Varsavia, mentre il suo corpo è tumulato a Parigi. Identico destino è toccato al maresciallo Pilsudski, guida di ferro della Polonia tra le due guerre: il cuore sta a Vilnius nel cimitero della madre e il corpo nella cappella reale del castello Wawel di Cracovia.

La stessa cappella, pantheon di re polacchi dove Wojtyla celebrò la prima messa da sacerdote, è destinata ad accogliere il suo cuore o la reliquia che Benedetto XVI deciderà. Se ne parlava già, quando ancora Giovanni Paolo II era vivo. Se ne è riparlato con insistenza quando è morto.

Perché nel suo testamento del 6 marzo 1979 Wojtyla chiede espressamente che il luogo di sepoltura sia deciso insieme dal collegio cardinalizio e dai "connazionali". Tre anni dopo specifica chi sono i connazionali: il metropolita di Cracovia (oggi il cardinale Dziwisz) o il Consiglio dell'episcopato. Sei anni dopo precisa che il collegio cardinalizio non ha l'"obbligo", ma fa capire che gli piacerebbe una decisione in qualche modo condivisa con i suoi compatrioti.

E c'è anche una disposizione nettissima: seppellirlo nella nuda terra. Senza sarcofaghi trionfalistici. Un suo trasferimento nella basilica vaticana, in una tomba monumentale, Wojtyla non lo voleva affatto.

A VOI:::
postato da: esculapio27 alle ore 08:00 | Permalink | commenti (10)
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